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Terrestri

Lipidosi Epatica Felina

riservedigrasso

Si sentono spesso non senza una certa ammirazione mista però a incredulità, storie di gatti che sopravvivono a situazioni dove il digiuno protratto sembra quasi l’ultimo dei problemi. Come di quel gatto rimasto chiuso qualcosa come 50 giorni senza luce e forse senz’aria, senza contare l’acqua, a digiuno dentro un container in viaggio dalla Cina a Napoli, non quindi un container di generi alimentari… Ma forse si tratta di solo di leggenda metropolitana.


Comunque di Ziggy dagli occhi bicolori abbiamo la storia precisa, novembre 2006, imbarcato clandestinamente nel porto israeliano di Haifa e rimasto “solo” 17 giorni chiuso in un container senza cibo o acqua, niente… Ce l’ha fatta.

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O Chicco, un povero gatto inoltre anche vecchietto, scampato al Terremoto dell’Aquila ma salvato e recuperato solo dopo 20 giorni di totale abbandono sotto le macerie della casa dove viveva. Socks invece, proprio perché  molto giovane, ha potuto sopravvivere ben 35 giorni nel solito maledetto container, leccando la condensa  dalle pareti. O un gatto americano rimasto imprigionato ben 4 settimane in una cella frigorifera  mangiando piselli congelati, sopravvissuto alla grande seppure senza più orecchiuzze né intimi preziosi attributi. Lo hanno chiamato Frosty…

Ma la storia più folle, gotica e inaccettabile, riportata  dal quotidiano Hannoversche Allgemeine Zeitung dove sebbene il lieto fine, nulla si può togliere alle sofferenze inaudite di quella sfortunata creatura. E’ la storia di Bonny, murato vivo sotto le piastrelle durante dei lavori  per piazzare una vasca da bagno e sopravvissuto in condizioni estreme per 7 settimane, continuando verosimilmente a miagolare, mentre l’anziana proprietaria lo cercava disperatamente dappertutto! Sopravvissuto dimagrendo quasi tutto il suo peso originale, 4 kili.

Poi per contro, si rimane allibiti nel sentire che bastano due semplici giorni di digiuno protratto, gli stessi che a noi umani debilitati dalla “civiltà”, di tanto in tanto a sola dieta liquida farebbero un mondo di bene, due giorni di numero – quando in natura sarebbe cosa sistematicamente normale – due soli giorni di digiuno e poi per il gatto, la fine! Come è possibile?

gattoladro

Che senso hanno allora queste assurde contraddizioni, e dal momento che un dato nega evidentemente l’altro, si tratta soltanto di fatti altrettanto non attendibili?

No. Ancora una volta le contraddizioni più estreme non sembrano creare alcun problema in sé all’animale più contraddittorio del mondo. Che non è l’ornitorinco ma il nostro gatto di casa,

Tutto vero quindi. Ecco allora spiegata la solo apparente assurdità di gatti “che si lasciano morire” pur di non mangiare qualcosa non all’altezza del loro esorbitante gradimento. Tutto vero, il gatto muore in due giorni ma non in 50! – Di digiuno.

La soluzione (tragica) di questo suo ulteriore misterioso dilemma si chiama Lipidosi Epatica Felina. Mortale se non riconosciuta e presa in tempo. Fulminea se non riconosciuta subito.

L’ironia feroce sta nel fatto che un gatto magrissimo, al limite della malnutrizione, sopravvive a qualsiasi digiuno, mentre un gatto grasso, obeso, proprio quello che avrebbe disperato bisogno di allegerirsi, per un digiuno indotto da qualsiasi motivazione o accidente, inizia a spegnersi in soli due giorni. Possono sembrare tre, ma cosa cambia? Il processo irreversibile è già cominciato. Non mangerà più.

“Al mio C… hanno diagnosticato la lipidosi epatica il 2 maggio e ieri, a soli due giorni dalla diagnosi, è mancato, proprio pochi minuti prima che…” un copia e incolla da un blog, purtroppo.

Questo avviene per la maggiore nel caso di gatti definiti obesi: se la parola non piace, è da preferirsi “sovrappeso”.  Gatti perloppiù da appartamento, gatti che a suo tempo sono stati castrati o sterilizzate. Gatti che fra un divano, un letto o un cuscino non hanno molto da fare per tutto il giorno, e allora sviluppano un insano attaccamento alla golosità e al cibo. O per meglio dire, col tempo i proprietari sviluppano un serpeggiante senso di colpa che, sia esso cosciente o inconscio, li spinge a nutrire ossessivamente i sacri guardiani del focolare. Cose e fatti che chi scrive conosce molto bene in prima persona. Tenendo conto poi che che tutti i gatti castrati e sterilizzati perdono la loro linea perfetta, sarebbe certo un bene punire legalmente chi ha un gatto – oltre – un certo sovrappeso…

avvistatoAstroGatto

La punizione per l’ignavo proprietario di gatto adiposo arriva comunque il giorno in cui magari per una semplice (per quanto un’operazione dove vengono usati gli ultrasuoni su un essere che li sente distintamente possa definirsi semplice…o simpatica) pulizia dei denti. Serve un’anestesia. Per i gatti sovrappeso spesso estremamente pericolosa. Vedremo il perché e come mai è legata anche se in maniera indiretta alla lipidosi epatica nel gatto.

Il cattivo rapporto fra i grassi di riserva (e quindi in eccesso) e il fegato del gatto, che per sua natura non riesce a gestirli. Perché molto semplicemente, in natura non esistono gatti grassi. Dimentichiamo gli orsi o gli elefanti o i cammelli. Le riserve di grasso per l’inverno etc. In natura i felini devono tendere al magro, punto. Purtroppo per i nostri più amati esseri, una vita innaturale che apparentemente li preserva da tanti dolori, li condanna invece a sofferenze di ben altro genere.

Quindi l’anestesia, che si va a piazzare come tutti i tossici – a legarsi coi grassi, non riesce ad essere dosata in maniera ottimale perché si deposita prima negli strati di grasso, e una volta finito l’intervento, il risveglio è certo più lento in misura della circonferenza giro-pancia. Ora, se tutti gli organi, per dire cuore, fegato e reni sono OK, allora niente paura di complicazioni. Ma solo se.

Lipidosi Epatica Felina,  per un gatto significa non essere più in grado di uscire dal meccanismo dei grassi richiamati nel fegato dal digiuno, una disfunzione autoimmune, grassi presto mortali, tossici comunque e forse tossici anche in sé. Se penso a “gatti sopravvissuti miracolosamente” a veleni micidiali, mi domando retoricamente dove siano andati a finire tutti questi veleni, allora mi tremano le gambe. Cirrosi epatica tossica. Ittero. la definizione scientifica è Sindrome Colestatica Intraepatica, potenzialmente letale. Blocco della funzione epatica. Il grasso che ristagna nel fegato, provocando sofferenze tremende, non riesce ad essere trasformato e metabolizzato e lo arresta per sempre, tutto questo perché un simile meccanismo in natura non è previsto.

Nessun gatto sovrappeso può quindi permettersi di stare a digiuno e per nessun motivo!

Ma se per qualche malaugurato accidente anche banale così fosse, allora via di corsa da un bravo veterinario. Cosa che non suggerirei mai se non in casi di vita o di morte appunto.

La cura c’è. E’ lunga e difficile ma esiste. Da solo, oltre a un certo limite, non ce la può fare…

Ma tornando alla – si spera – normalità, se il nostro amato ciccino è anche un ciccione, volenti o nolenti siamo dentro una emergenza larvata. Non ci resta che cominciare a pensare di far iniziare al nostro piccolo transatlantico una dieta dimagrante mirata, ma solo se prescritta e seguita sempre da un buon/ottimo vet, perché se si è capita la gravità dei motivi sopraelencati anche in questo caso non si può certo sognare di adottare il fai-da-te.

gooloosoo

4 comments to Lipidosi Epatica Felina

  • Salutony

    L’idea che mi sono fatto invece è che la Lipidosi Epatica Felina sia un difetto genetico felino molto diffuso sì, ma non una normale “caratteristica dei gatti”, come presentato nell’articolo.
    Infatti non avrebbe senso accumulare grassi se non li si potesse usare: tutti gli animali possono ingrassare in modo da poter poi usare queste riserve in caso di malattia o carestia. Se il gatto non potesse usare il grasso, probabilmente non ingrasserebbe nemmeno (esistono volendo anche meccanismi di riduzione dell’assorbimento dei cibi, ma non volevo parlare di questo).
    Se fosse una caratteristica di tutti i gatti, un gatto malato che non mangia per qualche giorno morirebbe per certo, e invece ciò non accade. Proprio in questi ultimi mesi, un “mio” randagio (chiamato “Mucco” per quanto era grosso), ha avuto un vistoso dimagrimento (complice l’andare a “gatte” e forse qualche malattia) ma non è morto. Ora sta più in casa, mangia abbondantemente e sta riprendendo una dimensione normale.
    Mi sembra logico ritenere, quindi, che la Lipidosi sia un rischio possibile ma non una certezza per ogni gatto che dimagrisce.

    Aggiungo poi una “speculazione” su cui riflettere: siamo sicuri poi che il problema non sia da mettere in relazione con la mancanza di testosterone dei gatti castrati? Quanti sono mai stati informati dal veterinario di cosa cambia nella fisiologia dei gatti in mancanza del maggior produttore di testosterone?

  • admin

    Grazie per il commento.
    Infatti in Natura certo il problema non può esistere, neanche gatti castrati… qui si parla di gatti domestici fino al punto da esserne rovinati. “Gatti perloppiù da appartamento, gatti che a suo tempo sono stati castrati o sterilizzate. ”
    (Però leggi meglio e leggi tutto, così non mi fai dire quello che non ho detto :) )

  • rita

    Ho letto che potrebbe trattari di un difetto genetico. Ho diversi gatti: una è molto obesa, benché sia trattata come gli altri che non lo sono. Suo padre (identico in tutto e per tutto) era obeso a sua volta. Un giorno ha rifiutato di mangiare.. E’ stato curato, ma alla fine è morto qualche anno fa, aveva circa 5 anni. La figlia, che ha otto anni, adesso sta facendo la stessa identica cosa. Non mangia e rischia di morire per la lipidosi. In entrambi i casi non si è proprio capito il motivo per cui si è avuta la caduta dell’appetito. Spero che qualcuno voglia studiare meglio questa malattia.

  • admin

    Mi dispiace molto sentire che la Lipidosi è ancora più temibile di quanto avessi pensato scrivendo questo post. La verità, credo, è che la sterilizzazione li predispone a prendere peso in eccesso e questo a sua volta accellera qualsiasi tipo di difetto genetico. Bisognerebbe essere “impietosi” e tenerli a stecchetto fino alla magrezza, senza cedere alla loro golosità che in un primo tempo ci sembra salutare, ma la cosa non è per niente facile, lo so per esperienza…

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