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V i V i/seZione =errore scientifico

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nostalgia?

Terrestri

Un IDOLO bruciato ViVo

PyRaS

Disteso mollemente a sonnecchiare fra le stoffe raffinate di morbidi giacigli durante le ore di ozio, non si è mai dimenticato di continuare ad essere se stesso. Anche se nutrito a sazietà e trattato come si conviene a un essere regale,

o alloggiato alla pari nei palazzi faraonici, lui non ha mai mancato di compiere quello che in fondo è solo il suo destino, prendere i topi.

E quindi – di preferenza nelle ore crepuscolari del mattino o in quelle della sera, quando la luce trascolora, e lui vede meglio e le prede invece meno  – eccolo lì puntuale ad acchiappare topi. Che sia nei magazzini di granaglie faraonici nell’ Egitto di qualche millennio fa, o dietro casa in campagna oggi, lui continua a cercare di prendere i topi. Nel frattempo, in tutto il grande Egitto i magazzini delle riserve di cibo protetti da lui prosperavano e traboccavano di tutte le granaglie possibili.

Questa immagine dal vago sapore bucolico potrebbe sembrare troppo semplicistica e edulcoratamente agraria, ma in un mondo di cui conosciamo la realtà di limitazione (compreso il prezzo attuale del pane) non ci può mai sembrare scontata.

I maligni dicono che erano soprattutto i magazzini dei faraoni a prosperare, i quali faraoni, per possedere tutti i gatti e i loro servigi, li avrebbero divinizzati e quindi alienati dalla  proprietà della gente comune anche se continuavano ad essere mantenuti e curati dalla stessa.

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Sta di fatto che la ricchezza e il benessere, e da questi la cultura, la religione, la conoscenza e la sapienza prosperavano innegabilmente grazie a lui, e siccome l’abbondanza che questo compagno porta sempre con sé ha davvero qualcosa di soprannaturale, le implicazioni ci devono suggerire che senza il suo aiuto, cultura e civiltà almeno come le conosciamo e godiamo noi, non sarebbero probabilmente mai esistite.

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Non ci volle quindi molto, perché da “star”, il mitico micio venisse trasformato nel non plus ultra, un simbolo vivente del divino. Questo ad ogni modo non deve indurre a pensare che i gatti fossero visti essi stessi come divinità, venivano considerati incarnazioni del divino e per questo motivo degni di adorazione in quanto tali. C’è comunque una piccola sottile differenza, oppure no?

AlfAnk

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