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V i V i/seZione =errore scientifico

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nostalgia?

Terrestri

castraZione e steriliZZazione

nerobianca

Autunno, tempo di riordino. E’ davvero un argomento così delicato che per vari motivi può mettere a disagio? Ma non si può fare a meno di parlarne. Ancora una volta.

Esistono essenzialmente due fazioni a proposito, e sono ambedue un tantino estremiste perché in effetti la decisione può essere solo o sì o no.

I sostenitori del “sì senz’altro” adducono molti argomenti detl tipo: come intervento è una pratica comune di routine e va effettuata appena possibile, prima cioè che nel gatto si manifestino e quindi si radichino comportamenti di tipo sessuale, inoltre perché questa decisione salvaguarda in ultimo la salute stessa oltre al bene dell’animale.

Si eviteranno in questo modo una vasta gamma di problematiche, dalle più semplici alle più irrimediabili, come nervosismo, irritabilità, aggressività e territorialità, spruzzi di urina maleodorante, fughe e quindi pericolosi allontanamenti, disturbo della quiete pubblica, e soprattutto in ambiente urbano; dove la maggioranza dei nostri felini vive oggigiorno, morte prematura per incidenti stradali, attacchi di cani o abusi di vario genere, veleni. Non dimentichiamo la trasmissione della sindrome da immunodeficienza fiv a causa dei morsi profondi dovuta esclusivamente alle lotte fra maschi o ai morsi alle femmine per indurre l’accoppiamento; e poi ancora, problemi di salute come prostata, infezioni uterine, cisti, ernie perineali, tumori mammari.

Alla fine dell’inverno quando i gatti vanno in amore mi è capitato di viaggiare per strade di campagna dove mi sono imbattuta in troppi gatti morti. Riversi sui cigli erbosi, sono quei giovani gatti che non avranno mai la fortuna di imparare ad attraversare una strada seppure distratti dal richiamo amoroso (forse è successo di notte, illuminati improvvisamente da luci incomprensibili.) E’ una vista che rattrista molto e fa pensare a quanto per i gatti la vita possa essere breve e brutale .

ragdoll

Non esiste quindi molta tolleranza all’idea di antropomorfizzarli, chiedendosi per esempio se al una gatta può far piacere avere almeno una nidiata di cuccioli essendo un animale che ama così tanto la sua prole. A essere razionali, e considerando in effetti l’idea di quanti fra questi poveri animali in tutto il mondo vengono abbandonati o eutanasizzati  perché eccedono la richiesta, si può e si deve cominciare a pensare alla prevenzione.

Altro fattore allettante per il nostro amico gatto nonché per noi, deve essere la prospettiva dell’allungamento e la facilitazione di una vita domestica molto più soddisfacente come membro familiare perché ora, per forza di cose, lui è più orientato verso di noi.

Apparentemente, il punto di vista pro-sterilizzazione è riferibile soprattutto a standasds di vita urbani e a una popolazione con educazione medio-alta della nostra cosiddetto civiltà (nord) occidentale.

Non si deve però credere che gli opponenti questi punti di vista appartengano al contrario ad altra o diversa educazione, aree o  declinazioni geografiche, perché in questo caso spesso il problema non si pone proprio e gli animali compresi i gatti, sono di norma – non sempre, è ovvio – trattati come bestie, che diamine! E cioè, quando sono molto fortunati, con poco interesse e con molto disprezzo.

Gli oppositori sono esattamente l’altra faccia della medaglia del nutrito numero dei possessori di quei 600 milioni di gatti stimasti come domestici nel mondo occidentale. Le loro motivazioni non sono esattamente tali, quanto una mancanza di motivazioni unite al fatto che è ovvio, il gatto non lo consentirebbe mai se solo potesse scegliere E considerazioni el tipo: “Una gatta sterilizzata perde il suo status in mezzo agli altri suoi simili.”, ma con poco interesse al fatto che la stessa gatta semirandagia e malnutrita viene sistematicamente ridotta ai minimi termini dlle molte seppur entusiasmanti gravidanze. Insomma, qui stiamo parlando di una vaga e comoda idea di senso di colpa per qualcosa che va contro la vita e la natura. Ma allora c’e anche da chiedersi dov’è la natura e cos’è la vita.

rossoantico

Conosco questo blando non prendere posizione a riguardo perché anch’io facevo parte di questi abbastanza ingenui lassisti. Poi nel tempo ho avuto l’occasione di visitare qualche rifugio dove persino i gatti più giovani  e splendidi languscono senza molte possibilità di riscatto, e ho potuto constatare che la vita felina delle colonie non è sempre così facile. La loro posizione molto delicata e spesso inaspettatamente penosa, in bilico fra mondo selvaggio e “civiltà”.

Dal momento che non se ne può fare a meno, questa decisione può essere presa a cuor leggero?  Proprio  per rispetto al senso di realtà, non diamo niente per scontato. Giusto non significa naturale. E’ un sacrificio in vista di un risultato e come tale va inquadrato.

Per quello che mi riguarda, avendo fatto parte dei “naturisti”, questo passo è stato drammatico e  destabilizzante e prima di far castrare il mio gatto (abitavamo al quinto piano, in città, e lui cominciava a scalpitare e perfino a ululare obbedendo appunto alla sua natura.) mi sono informata in ogni modo possibile perfino acceddendo a un sito web americano dove si parla liberamente di castrazione umana.

Raggelante è stato per me leggere quello che veniva spiegato dai diretti e a volte consenzienti interessati della suddetta pratica. Fra varie peripezie psicologiche e allarmanti vampate di calore, questi sperimentatori constatavano un drammatico acquisto di peso, poi il cambiamento e un certo deterioramento della forma fisica ( a seconda dell’età in cui era avvenuta la castrazione) dovuti all’indebolimento sia della struttura ossea che della massa muscolare a lungo termine, per il deficit di testlosterone, l’ormone che come si sa è responsabile del comportamento sessuale.

3 maschi

Nell’adulto sia il testosterone che gli estrogeni servono inoltre per incrementare la crescita della massa muscolare e ossea. Nel sangue di un eunuco il livello di testosterone è ampliamente ridotto. Gli  ormoni sessuali residui sono prodotti unicamente dalle ghiandole surrenali e sono pari solo al 5% del livello ormonale di un adulto normale.

Allora non sapevo che in quanto a ossa e muscoli il gatto nasce comunque avantaggiato.

Nell’umano sia la pelle che i capelli diventano più sottili e delicati. In questo contesto di fragilità si sviluppa nel contempo la cosiddetta “calma dell’eunuco”. Un indescrivibile senso di serenità e di pace. Sapere questo mi ha dato un po’ di consolatazione e riconosco che la cosa negli anni si è rivelata vera. Anche la perdita della linea e la fragilità emotiva.

Perché va detto, un gatto intero è una vera forza della natura, quasi indistruttibile sia sotto il profilo fisico che quello psicologico, una fiera temeraria come nessuno.

Ma se immagino che con moltissime probabilità, come tanti suoi più forastici predecessori, a quest’ora per statistica sarebbe già morto a causa di uno o più dei motivi per cui tanti bei gatti spariscono e non tornano mai più a casa dove qualcuno li sta aspettando, allora che sia anche un po’ cicciottello mi intenerisce e mi piace pure. Giorno più propizio verrà in cui penseremo a una ragionevole dieta.

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