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nostalgia?

Terrestri

Che razza di InTeLLeTTuaLe è il gaTTo?

treggatt

Il gatto  per il suo comportamento dall’alto, ”aloof”, che mal si traduce con altero dato che va perso quel senso di fatalità un po’ dandy che prevale

nell’aggettivo albionico soprattutto quando attribuito al gatto, forse per la molta aloofness  viene erroneamente chiamato spesso filosofo

LeonardHugoTesla

Forse sarebbe più corretto pretendere che il gatto per il suo sviluppato senso critico venisse piuttosto chiamato intellettuale.

Perfino intellettuale metafisico per tutte le grandi intuizioni se non idee che hanno migliorato il mondo – o almeno per aver contribuito a creare il terreno maieutico per aiutarle a fiorire – che la sua gloriosa vicinanza ha ispirato a grandi uomini, uno per tutti Victor Hugo per cui il suo Chanoine (Canonico) era il sovrano assoluto della casa – alla faccia dell’effettivo imperatore in carica – e per questo motivo gli aveva fatto preparare non una semplice cuccia ma niente di meno che un trono!

Citiamone un altro a caso, Nikola Tesla, secondo forse solo a Leonardo… Ora non avremmo per esempio il telefonino se Tesla non avesse incontrato un gatto. Il gatto che gli ha dato le prime “illuminanti lezioni di elettricità”. Questo gatto si chiamava Macak  e tutti gli aggeggi elettronici dell’altro secolo li dobbiamo a lui.

Si può essere poeti e intellettuali oltre che scrittori insuperabili, come Hugo, oppure si può essere semplici intellettuali senza neanche essere bravi scrittori. Si può essere brillanti scrittori senza lontanamente essere intellettuali o poeti.

Si lamenta che i migliori fra gli scrittori emergenti, seppure appunto alquanto versati se si tratta di inventare storie a ruota libera, attualmente manchino del tratto intellettuale quando potrebbero comninciare a pensare.

Cominciare a pensare sarebbe tirar fuori l’autocoscienza storica sottraendosi ai quadri di riferimento tramite un rapporto critico e non passivo nei confronto dello status quo.

Infatti anche la parola intellettuale, oltre a rivestire un valore senpre più labile, non viene ormai neppure correttamente afferrata nel suo significato (e significante).

Ora, è sotto gli occhi di tutti, qualsiasai gatto è un intellettuale di tipo metafisico-critico in quanto con la mera presenza non solo mette in discussione lo status quo, ma sembra perfino suggerire gli antidoti.

rossogrosso

Perché il gatto è intellettuale e un cane mai? Ecco, il cane è più “filosofo” nel senso che non avendo senso critico si trova a sopportare di tutto. Un cane lo puoi maltrattare, prendere a calci, ammazzare di botte (che odiosa volgarità… ma succede) ti amerà ugualmente se ha l’inprintig giusto, un gatto no.

La differenza dei cani dal gatto è che i cani difendono il loro padrone senza avere la ben che minima esigenza di sapere chi è, il gatto mai, il gatto è molto critico perché ha un forte senso della giustizia, il gatto non ha padroni perché con quell’assetto mentale non può averli.

Non avendoli può diventare sempre più critico.

Ci potranno quindi mai essere intellettuali “cani”? Parrebbe assurdo, proprio così come non ci possono essere cani intellettuali. Eppure…

Non è che i cani siano meno intelligenti dei gatti, anzi sono più intelligenti – se questo fosse possibile quantisticamente parlando – almeno da un punto di vista standard dove anche le attitudini scimmiesche sono molto quotate.

catgrowl

Quindi non sembra esserci un reale problema o un punto da trovare o difendere, solo differenze di percezione della realtà. Questo nel mondo animale.

Che male c’è se il cane è più “filosofo” e il gatto piuttosto intellettuale. Il disastro è solo antropologico Per fortuna il gatto ci insegna con l’esempio a diventare meno “filosofi” e un pochino più intellettuali. ;)

1 comment to Che razza di InTeLLeTTuaLe è >’.'<

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