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Terrestri

Amenti d'ITALIA

Vessillo

Gatte da pelare e Amenti d’Italia, ovvero come un semplice gatto tramite la sua innata civiltà può insegnare a sentirsi più Italiani.

Nel quasi continuo approfondimento attorno al più piccolo dei felini vengo a scoprire come Amento – suona bene – battipalo (?) e berta (boh…) siano sinonimi di “gatto”. Ma nella breve lista compare per associazione anche “gatte da pelare” le quali arrivano a proposito se si parla dell’Italia e della sua Unità e ancor meglio della sua Lingua.

Chi sarà mai il gatto da meritare tante attenzioni a fronte gli altri animali e le loro condizioni disperate se l’amore per uno solo di loro non obbligasse a rimettere in discussione almeno il concetto di rispetto nei confronti degli altri in toto andando così oltre la piccola storia personale?

In un’epoca dove le grandi rivoluzioni epocali cominciano dai socialnetwork, sta diventando altrettanto giusto scendere in piazza per i diritti degli animali grazie alla “sensibilizzazione della gente contro gli abusi su questi poveri esseri viventi indifesi”.

E’ in atto globalmente un grande tentativo di democrazia dalla base, perché è la base che ha subito per millenni l’annichilimento di non poter pensare liberamente, che è poi il semplicissimo Pensare, perché se il pensiero non gode della libertà di se stesso, pensiero non è.
Guarda caso i ragazzi dei socialnetwork e delle rivoluzioni almeno da parte loro pacifiche, hanno cominciato a pensare in – ad appropriarsi di – un’altra lingua meno arcaica.

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Ed ecco come risultato il primo vero messaggio positivo del XXI secolo, la “Nuova Primavera”, siamo ai cosiddetti tempi interessanti vicino al loro apice. Rottura storica decisiva, i regimi e le dittature stanno crollando, si apre una visione euromeditteranea basata sullo stato di diritto alla pari. E siamo tenuti a conservare nella memoria gratitudine e compassione per gli sconosciuti, giovanissimi eroi martiri della democrazia i quali ci hanno offerto a prezzo della vita una ventata di accresciuta dignità a livello globale. Non avevamo idea che potesse esistere ancora gente che rifiuta ogni compromesso, e che la parola “ribelle” potesse significare di nuovo << Basta con l’ingiustizia!>>
Giovani Leoni… “La storia si è rimessa in cammino”.

Pensiero

“Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all’azione.” Ma l’azione più grande è proprio il Pensiero, le libere idee. Questo non significa che sarà una strada facile, darà come minimo molti mal di testa e certe teste le farà volare, ma lo sforzo immane sembra cominciato per davvero.

Allora perché seguire dei percorsi mentali oscuri e limitanti se non possono produrre niente di buono figurarsi pensiero, come certi bofonchiamenti vernacolari subdialettali ancora troppo in auge come mezzo di comunicazione a cominciare da se con se stessi, i quali ormai non hanno i presupposti di far scaturire altro che disordine concettuale, ristagno e corruzione e di conseguenza pulsione alla distruzione, quando per associare le idee in maniera più corretta e finalmente Pensare, basterebbe seguire la Lingua maestra di Dante il Fedele d’Amore!

Ecco che l’impiego della giusta lingua permetterebbe di usare la parte giusta della maledetta zucca, (oops… come è facile scivolare indietro), il sottile come un velo cervello superiore umano al posto di quello primordiale e fin troppo robusto rettiliano. Rita Adria, solo una ragazza ma suicida per mafia scriveva nel suo diario: “La mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci.”

Lo splendido Italiano con la sua bellezza, soavità e sapienza è un idioma interiore ancora tanto ipotetico quanto virtuale…
Perché ovviamente “chiunque” lo “parla”, l’Italiano, ma davvero sono pronti tutti a giurare di formulare i pensieri in questa (o in un’altra) formidabile lingua compiuta? O è più facile tradurre malamente, per virtù anzi di fedeltà, da un qualche spaventevole subdialetto? Not politically correct. Peccato e amen lo stesso, come certo suggerirebbe il nostro saggio Amento di casa.

risorgimento

Viva Verdi ma Giuseppe, e W l’italia! (O almeno la parte viva appunto che rimane, quella non andata-a-male.)

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