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nostalgia?

Terrestri

Maneki Neko Sakura Fukushima

ManekiNekki

E’ passato più di un mese, il tempo è trascorso crudelmente sopra e attraverso la devastazione, i ciliegi, i Sakura,  sono fioriti per il loro effimero momento di felicità, l’Imperatore è preoccupato,

il governatore di Tokyo, Shintaro Ishihara, ha sconvolto l’opinione pubblica dichiarando che la catastrofe è stata “una punizione divina” per lavare “l’egoismo”,  le le centrali invece non sono nulla di  effimero e continuano ad eruttare inarrestabili. «Sapevano che le centrali erano a rischio»

Un popolo tradito.  “Mille soldati neanche un Guerriero” le parole di Yukyo Mishima, l’ultimo dei Samurai, nel momento del suicidio rituale.

Che avrebbe detto oggi?

Si deve riferire a chi tiene le fila della corruzione, il governatore, non ai giapponesi, quando dice “punizione”.

Parlare del Giappone rattrista ancora in maniera sorprendente come se si percepisse la pena fisicamente, nella bocca dello stomaco, la pena e la fatica incalcolabile di un popolo di eroi silenziosi  a cui è dovuto il più profondo rispetto. Per la dignità, l’abnegazione, la discipina e il coraggio.

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Fatalismo e saggezza della gente comune.

Solo chi rispetta la natura come qualcosa di imponderabile e sacro può manifestare nel comportamento un tale senso di fatalità e accettazione, Shi Zen è infatti l’indicibile, l’esserci dentro e l’in-sé. Come potrebbe qualcuno essere superiore a ciò da cui dipende per la vita?

E intanto intere zone vicino alle centrali non possono che venire lasciate all’oblio delle onde ormai troppo contaminate e radioattive per permettere di entrare in quelle acque e separare pietosamente i cadaveri dai detriti…

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Le onde dello Tsunami che ha colpito il Giappone quel venerdì 11 marzo erano di almeno 20 metri nella prefettura di Iwate. Si tratta di un livello record dopo quello delle onde di 38,5 metri dello Tsunami del 1896. Quindi sono stoici per tradizione, i Nipponici, perché vivono in un territorio davvero temibile e pericoloso, e perché hanno già dovuto subire la tragedia incalcolabile di Hiroshima e Nagasaki

Noi che invece siamo il popolo a cui piace ostentare tanta allegria e simpatia, abbiamo a nostra volta poco da ridere se oltre a ricordare quanto sia sismico lo Stivale ci soffermiamo a considerare pure i vulcani sottomarini che ci riguardano. Il più grande è anche attivo e si chiama Marsili

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Questo soltanto per sottolineare che  l’imponderabile della natura va oltre la razionalità e l’unica centrale sicura è quella che non c’è. Chi ha intuitivamente provato piu’ orrore alla parola “nucleare”  che davanti alla distruzione seppure apocalittica dello scatenarsi di fenomeni comunque naturali anche se terrificanti, può capire.

Come dopo l’11 Settembre, l’umanità non potrà più essere uguale a prima. Se l’inconscio collettivo viene turbato da emozioni così forti la cicatrice rimane. Allora è bene tenere a fuoco la parte peggiore di questa storia, noi, che sul solare ci batte assurdamente la Germania che il sole non ce l’ha.

I giapponesi amano moltissimo i loro bambini che sono in effetti belli come piccoli idoli. E amano molto anche gli animali.

cat woman

In un disastro tutti pensano giustamente agli umani, ma d0po bisogna pensare anche agli animali che sono gli ultimi ad essere soccorsi.  Animali che se sopravvissuti sono diventati randagi e senza nessuno. Bisogna immaginare un animale domestico trovarsi improvvisamente solo, magari ferito, senza cibo e al freddo.

Molti sono fuggiti per il terrore, molti sono stati abbandonati prima dell’arrivo delle onde, un gran numero è sopravvissuto senza padroni, forse già morti, in uno scenario apocalittico. A volte per settimane.

Uno scenario troppo tremendo e paralizzante perfino per piangere scioglie le lacrime alla vista di quei bellissimi animali vaganti nel nulla.

Di loro, spesso sfidando l’impossibile,  si sono presi cura i volontari di varie organizzazioni: http://japancatnet.com/blog/about/npo-certification/

http://japancatnet.com/blog/donate/

http://www.afniigata.org/english/welcome/

http://www.arkbark.net/?q=en/node/2977 Con sede vicino Tokyo.

Rifugio Animali N0 Profit,

http://www.worldvets.org/

L’amore non esiste, esistono solo gesti d’Amore. Donare è sempre nel momento giusto.

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Ma dulcis davvero in fundo, la bella notizia è che l’Isola de Gatti – e i Maneki Neko, i gatti che salutano,  sono l’amuleto nazionale di buona fortuna per eccellenza – l’isola di Tashiro,  Tashirojima, davvero troppo pericolosamente vicina all’epicentro dello tsunami, sebbene si sia temuto che fosse stata sommersa e cancellata dal muro d’acqua delle onde anomale, ce l’ha miracolosamente fatta. Sprofondando un po’, ma ha resistito.

Questa piccola isola, dove è proibito tenere cani,  è stata così risparmiata assieme ai suoi gatti e ai loro amici umani…

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3 comments to Maneki Neko Sakura Fukushima

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