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Terrestri

ho trovato un gattino

Ho trovato un gattino “buttato via causa vacanze” o forse perché nero. Potevo per caso far finta di niente e non raccoglierlo, tornare a casa a rinfrescarmi e a mangiare dopo averlo lasciarlo lì, sotto le macchine parcheggiate, a morire letteralmente di caldo e poi di fame se non peggio, in un pomeriggio arroventato di luglio? Dire – dirmi – certo qualcun’atro ci penserà… (se non l’entropia stessa… ) oppure: ma io un altro gatto, il mio gatto che non sarà per nulla contento, ce l’ho!

1 G o 2? Eh già, perché, per quanto se ne dica, un gatto “figlio unico” da anni e anni non ama affatto intrusi che appaiono all’improvviso nel suo territorio.


Rischia di rattristarsi, deprimersi e magari perfino ammalarsi un gatto costretto dalle contingenze a cambiare le sue preziose e nevrotiche abitudini. E’ una enorme sciocchezza credere che i gatti siano animali gregari o di branco; “un branco (e quello che branco significa) di gatti” non si è mai sentito. “Quattro gatti” davvero felici di stare insieme già sarebbero troppi.

E non bisogna neanche essere tratti in inganno dalla scena – così dolce… – di  vedere che il gatto grande lecca “maternamente” il piccolino, è una mera (e pericolosa) dimostrazione di dominanza che preclude facilmente a qualche atto di aggressività. Neanche poi fidarsi di quanto sia commovente vedere che è il cucciolo, in un mare di fusa, a ricambiare l’omaggio. Un gatto seppur navigato può sì socchiudere gli occhi in una momentanea goduria ma questo non incide in nessun modo sull’umore micidiale di fondo.

Eppure viene prima questa disarmante fragilità e innocenza, la destabilizzante tenerezza dirompente in un concentrata di vita al suo inizio e un inopportuno “senso materno”.

Perché quello che a livello pratico, relativo e razionale appare soltanto come una grande, non remunerata -anzi – rottura di scatole, un sacrificio non da poco, a un livello diverso non toglie più di quanto dia. Si tratta di mettere prima il rispetto per la vita (per quel minimo che è dato) alla propria comodità.



Una misteriosa vocina di bambola, carattere fiero, temperamento mitissimo e affettuoso, personalità comunque indipendente, ama stare su una spalla a fare le fusa vicino all’orecchio, ma sa anche rimanere a giocare da sola come chi ha imparato troppo presto che non tutto è Mamma…. già, perché quelli che l’hanno buttata per strada l’hanno anche strappata dalla madre ben prima del tempo, a occhio e croce a solo un mese invece che ad almeno due.

Comunque non siamo sempre e soltanto esseri tridimensionali limitati dalle necessità. Resta il fatto che sarò felicissime, sebbene triste, se un genuino estimatore (o estimatrice) di gatte nere dagli occhi screziati – grande saltatrice e altrettanto baffona, ancora ipnotizzata a volte dalla televisione* – crescendo se ne disinteresserà, beata – adottandola voglia darle tutto l’affetto e le attenzioni che qualsiasi creatura così piccola e fiduciosa merita. Oppure la donerò a qualcuno che ha deciso di iniziare questa magnifica avventura proprio assieme a un “gatto portafortuna”, la gatta nera come Bastet…  Regalo una gattina nera. Zona: Lazio


Senza dimenticare gli umani che soffrono, prestando attenzione e donando ai più sfortunati di noi. Oggi è la Somalia.




*(A volte ci saremo chiesti se i gatti la televisione la vedano, tanto ne sono intelligentemente indifferenti; la vedono e la guardano eccome, ma beati loro, ne sono attratti solo quando, piccolissimi, sono ancora del tutto ingenui, così è pure per  gli specchi.)  

4 comments to ho trovato un gattino

  • [...] Diversi fra loro persino nell’ostentazione della dignità, tratto dominante quanti altri mai. [...]

  • [...] di antropomorfizzarli, chiedendosi per esempio se al una gatta può far piacere avere almeno una nidiata di cuccioli essendo un animale che ama così tanto la sua prole. A essere razionali, e considerando in effetti [...]

  • Spero che il bellissimo gattino nero abbia trovato l’affetto di una famiglia.
    Io di neri ne ospito ben tre – tutti trovatelli anch’essi – che convivono pacificamente insieme ad altri sei, più ad un cane.
    E’ vero, il gatto non è un animale che fa branco, però quando si trova a convivere con altri poi è in grado di trovare un equilibrio. I “miei” hanno ognuno i loro spazi, le loro cucce, i loro angoletti prediletti in cui rifugiarsi quando vogliono stare da soli. E ovviamente tutta la casa, più un terrazzo, a disposizione, che sfruttano anche in altezza perché sono liberi di arrampicarsi ovunque.
    Non ho mai avuto problemi di accettazione, i grandi hanno sempre accettato i piccoli nuovi arrivati.
    L’ultima è una gattina trovata la notte di ferragosto mentre cercava di attraversare una strada ad alto tasso di scorrimento, ovviamente abbandonata da qualcuno.
    Certo, a qualcuno potrà sembrare una follia che io sia arrivata ad ospitare nove gatti, ma non sono andata a comprarli in un negozio, né li ho presi per capriccio: ho solo ascoltato la voce della mia coscienza che mi suggerisce di mettere il valore della vita di ogni essere vivente al primo posto. Erano tutte creaturine in difficoltà, trovate per strada, ferite, investite, abbandonate o malate. Come potevo lasciarle lì?
    Qualcuno mi dice: ma tutti tu li trovi? No, in realtà a tutti capita di trovare gatti (o altri animali) investiti o feriti o abbandonati, prima o poi, solo che io, a differenza di molti, non mi volto dall’altra parte.
    Che bel blog. Tornerò a leggerti sicuramente, così posso imparare ancora più cose sui gatti (anche se, devo ammettere, una certa esperienza me la sono fatta sul campo, tanto che ormai padroneggio abbastanza bene il gattese) ;-)

  • admin

    Che commento interessante, e che bella persona sei dalle parole sui gatti!
    E quanto raffinato e colto – ovviamente sei una specialista – nel settore “cinema” (mio antico amore), il tuo di blog!
    A parte i complimenti dovuti, la gattina ha trovato una adozione, ora è in campagna da una amica della cat-sitter che me l’ha tenuta qualche giorno d’estate. Col mio invece viaggiamo assieme da quando è piccolino.
    Mi manca perché fra me e il mio era l’elemento neutralizzante, e, a parte qualsiasi teoria, mi manca il calore compatto del suo corpicino nelle mani, ogni gatto è il proprio gatto ideale e anche il proprio gatto a volte è uno sconosciuto…

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