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II Gatto è servito

II gatto a tavola. II gatto è servito, ma come esattamente? Dipende. Mangiarlo direttamente in salsa come si usa ancora in tanti posti compresa l’Italia dove si suggeriscono pubblicamente ricette post belliche, oppure all‘opposto renderlo assurdamente vegetariano? Assodato il fatto che che il problema, per chi è recepito come tale, “carne o veg?”, deve rimanere prettamente di ordine umano, fa presto a non pensare abbastanza a fondo chi il gatto lo vuole rendere vegetariano se non addirittura vegano! Immaginando di risolvere cosa?

In un mondo (quello occidentale) che si abboffa smodatamente, ogni giorno, fino a due volte aI giorno – di carne di origine ovviamente industriale/intensiva e quindi doppiamente, se non aI cubo, cruenta – il vero problema nei cibi animali è la sperimentazione che sta dietro anche alla suddetta industria, non la carne in sé oppure il pesce  che finisce nelle scatolette perché nei casi migliori è ovvio che si tratta soltanto di scarti sceIti a margine una produzione incommensurabile, la quale a causa del profitto che genera ha mostruosamente deciso di non conoscere limiti. Siamo seri… nessun  animale viene abbattuto oppure pescato espressamente per nutrire cani e gatti da compagnia.


E chi se la sentirebbe altrimenti di obiettare  sulla carne ad uso umano – non sembra un ossimoro? – se anche per noi la mancanza dell’aminoacido taurina avesse effetti devastanti su sistema nervoso, cuore e occhi, come nel caso del gatti e dei felini in genere?

Ma no, peccato che per noi non sia affatto necessario mangiare altri animali.

E non solo: “A parer mio, la scelta di vita vegetariana, anche solo per i suoi effetti fisici sul temperamento umano, avrebbe un’influenza estremamente benefica sulla maggior parte dell’umanità. detto da Einstein, mica da Pinco Pallo.

Insomma, sono gli scarti, se non i veri e propri rifiuti che andrebbero altrimenti gettati, che vanno a finire nelle scatolette e biscottini dei tanto amati Pet. In passato gIi scandaIi suI contenuto reaIe di certo scatoIame scadente ad uso animaIe non sono stati poco orripiIanti (si è parlato fra l’altro di carne dei cadaveri di ex animaIi da cmpagnia eutanasizzati perché maIati e altre deIicatessen deI genere…).

Chi scrive – e grazie proprio a un gatto e alla compassione che questo essere con il suo fragile splendore ha saputo ingenerare a un livello tale da comprendere poi tutti gli animali – pur essendo Vegan antispecista nei fatti, non pensa di poter imporre all’universo intero le sue ferree abitudini alimentari, peraltro solo acquisite (ma come, mai più neanche un cappuccino e cornetto, mai più yougurt alla violetta… ma chi se ne frega a fronte il dolore e la sofferenza che infliggiamo agli ultimi degli ultimi, a fronte il loro sangue innocente sversato a fiumi ogni momento?) allora per quale astrusa ironia cominciare questa imposizione proprio dai gatti/felini, gli unici che in natura sono in effetti i veri carnivori puri!?


Ma anche in tempi non ancora sospetti di eresia Vegana si riesce perfettamente a capire e a rinunciare a nutrirli di manzo, maiaIe, agnello o grandi mammiferi vari che in natura non risulta nessun gatto catturi o mangi mai.

E’ che mangiare erba-gatta, e se vuole altri vegetali di suo gradimento, che grazie alla clorofilla gli fanno sempre bene, non lo rende né più umano (per fortuna) né più vegetariano.

Carnivoro rimane il nostro gatto, e puro per giunta. Quindi – sebbene non dimostri facilmente gratitudine certo apprezzerà la taurina che gli spetta di diritto – carnivoro il più possibilmente cruelty-free però, perché c’è modo e modo di mangiar carne anche per un gatto.

Cibi per animali ‘senza crudeltà‘” significa soprattutto senza ricerca, test, vivisezione.

E c’è modo e modo anche per gli umani che ancora indulgono in questa debolezza: Più si percorre all’indietro la storia e maggiore è il rispetto e la compassione manifestata per ogni essere vivente. Questo sentimento d’amore universale, questa ricchezza morale e spirituale è andata gradualmente affievolendosi, specialmente nei paesi occidentali, a causa della filosofia aristotelica, agostiniana, d’aquiniana, cartesiana …

« Auschwitz commence quand, en passant devant un abattoir, on dit:« Ce ne sont que des bêtes». Adorno

(Auschwitz comincia quando, passando di fronte a una macelleria, diciamo: «Sono soltanto bestie»)

2 comments to II Gatto è servito

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