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V i V i/seZione =errore scientifico

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nostalgia?

Terrestri

leggere gatto, perché

E poi credo, non senza un briciolo di nostalgia, che un libro sia ancora tale soprattutto se stampato su carta e quindi esposto in qualche scaffale nei negozi di libri, e che da noi Internet, dove tutti “pubblicano” e nessuno vuole o sa leggere, aiuti ben poco.

Il fatto è che per la maggioranza della persone, proprio quelle che piu’ avrebbero bisogno di essere raggiunte, il gatto è soltanto una parola, un blando misunderstanding, comunque vuoto delle parole che lo raccontano. In troppi casi esiste l’errata percezione di saperne già abbastanza, e che in fondo rimane “solo una bestia”, falsamente saturo sia a livello linguistico che del sentimento. E’ da notare poi, che per quanto venga preso sottogamba, non esiste niente al mondo che si possa paragonare all’assurdo destino del gatto.

Leggere della gatta del Profeta Maometto o di H.P. Lovecraft e del suo unico felino, è senz’altro operazione esaltante quanto intrigante, eppure malgrado il thrill interiore, e con tutto il rispetto per il lavoro che la vera erudizione merita, ai più sembrerà un discorso attorno a una lontananza siderale e per soli invidiabili iniziati. L’approccio resta a volte tanto astratto quanto troppo distante dalla quotidianità delle persone comuni.

Invece a raccontare, solo per fare un esempio, del rapporto speciale che il gatto intrattiene con l’elettricità, e che il suo campo bioelettrico – perché, ebbene sì, tutti ne abbiamo in dotazione uno! – espandendosi e molto oltre la piccola forma materiale, lo spazio fisico occupato, grazie a una carica portentosa di energia intrinseca appunto elettrica, raggiunge invece la ragguardevole grandezza di un piccolo leone, allora sì che anche “Il Mio Gatto” di chiunque sarà diventato speciale e finalmente DEGNO DI VERE ATTENZIONI, non solo quelli di Churchuilli, divi vari o Hemingway…

Perché la persona comune, nella vita di ogni giorno, se non è particolarmente toccata da ailurofilia, in poche parole le umilissime gattare, non saprà mai di avere lo stesso gatto – ed è proprio questo il suo problema – perchè se sapesse che il suo gatto è uguale, “forse meglio”, ci sarebbero in serbo implicazioni davvero interessanti, ricadute positive e perfino una vita diversa, per davvero migliore.

Le ramificazioni e i nessi di un punto di vista meno ristretto sarebbero degni di nota. Questa è la cosa che tento di veicolare, collegare continuamente il Gatto alla realtà circostante. Non tanto un gatto “erudito” quanto uno non troppo -  come da consuetudine – alienato.

Allora l’”amore” e “interesse” per lui, se veri, porterebbero alla fine a togliere le virgolette espandendosi in reale empatia, evolvendosi ragionevolmente in qualcosa di nuovo. Per esempio se il rapporto col gatto fosse più corretto dovrebbe generare in automatico UNA COSCIENZA ANIMALISTA, perché ci deve pur essere una “cartina di tornasole”, altrimenti sono solo parole.

Veicolando trasversalmente un cambiamento di prospettiva e quindi di CONSIDERAZIONE per l’animale che è tanto diffuso quanto niente conosciuto, ricordando che finché qualcosa non trova utilità ha poco senso, si potrebbe colmare, e di molto, parecchi vuoti sostanziali in vari passaggi apparentemente non collegati, dove ogni tentativo di correre deve per forza fallire proprio perché, tanto per cominciare, non si è mai imparato nemmeno a camminare. Come pretendere infatti di partire, sempre e comunque in quarta, da Dante, diciamo, e non magari dalla “Vispa Teresa” che fra l’altro suggerisce: “Volando, vivendo, che male ti fò?” Etologia base 2.0

Credo che una re-visione profonda quanto “semplice” attorno al Gatto (e gli altri Animali) possa essere soprattutto utile, utile a livelli non direttamente immaginabili. Ecco, la vera funzione del gatto, indipendentemente da “forma” e attributi, è la sua utilità – comunque solo se conosciuto un pochettino meglio dai più, la massa dei possessori di mici  – nell’espandere la mente e la visione, e quindi la percezione. Perché, insistendo, i veri cambiamenti evolutivi passano dal “piccolo”, non dai Massimi Sistemi: e passano anche dal gatto di casa.

It requires a shift in thinking.” Che non ha quasi un corrispettivo traducibile in Italiano! Troviamolo.

Essere quindi per Gatti splendidamente privati e intimamente universali ma alla portata di tutti, e questo implica RI-GUARDARLI sotto nuova luce tramite un linguaggio appena differente, una informazione diversa che diventa chiave di accesso a un contatto a sorpresa con l’Altrove.

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