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nostalgia?

Terrestri

Essenziale e' LA motivazione

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“C’e’ cosi tanto di noi in loro e di loro in noi…”. Citazione dal glorioso quanto struggentemente nostalgico di un pianeta alla deriva film-documentario “One Life”. Finalmente comincia a farsi strada l’idea condivisa che “Loro” fanno parte di noi e noi di loro , gli Animali.

Che belle parole… ma bisogna che questa idea sia suffragata da qualche esperienza personale di tipo positivo, non il contrario.

Peccato che nessuno ci venga a spiegare la tecnica per cominciare a metterlo in pratica per davvero e con i fatti, questo grande amore!

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E la tecnica forse e’ semplice quanto casalinga, le grandi soluzioni sono sempre piu’ alla portata – in questo caso proprio di mano – di quanto si creda. Cosa, o meglio chi ci dara’ l’ispirazione per portare avanti un pensiero tanto forte da evere perfino la costanza di mantenerlo inalterato nel tempo? Proprio i nostri Animali domestici.

Quelle persone che un bel giorno hanno avuto la fortuna di questa semplice illuminazione, il vedere finalmente e per davvero il proprio, come si dice ormai Pet, o meglio cane, gatto, cavallo, canarino o qualsiasi altra specie, a scelta, ce ne sono milioni… vedere e sentire, provare all’improvviso questo essere come una esteriorizzazione di una parte della propria anima, o interiorita’, o il se’ piu’ intimo in evidenza, o un pensiero che prima sfuggiva materializzato, o… chiamiamola come ci pare.

E’ innegabile, avendo giornalmente una parte di se’ proprio davanti a se’, fa arrivare a capire che anche gli altri Animali lo sono – parte di noi. (E pure “il Creato”, sì, proprio la “Straziante, meravigliosa bellezza del creato”, guai agli inquinatori…) Perche’ e’ un insulto offensivo e ipocrita parlare di Dio senza poter prima riconoscere e rispettare il divino che sta nella cosiddetta creazione, il,”Creato”, il lungo cammino fra noi e il, che io sappia, misterioso dio.

E qui viene, deve a/venire, il colpo di scena. Perche’ di certo, una parte di me non amerei scannarla (come dire altrimenti?) vero? – Sarebbe omofagia, sarebbe cannibalismo – e metterla in padella per poi divorarla (che io lo faccia perfino con posate d’oro tempestate di diamanti, con in testa parrucca e corona del re Sole e su tovaglie ricamate, inamidate e perfettamente immacolate, fra lo sfavillio inebriamte dei cristalli di Bohemia, sempre di-vo-ra-re sara’).

La frase tanto, troppo tabu’ eccola : “Astenersi, non mangiar carne”.

Davvero per niente al mondo e menochemmai per qualche vaga quanto astratta idea di “salutismo” potrei o vorrei tenere ferma una idea di questo genere, e durerebbe il tempo di una moda o di un thrill passeggero di cui ci si
stanca presto perche’ in fondo non regge.

E’ solo riconoscendo il loro dolore che posso convincermi a non cambiare idea, solo possedendo una motivazione tremenda, orribile, e costante come la nota di fondo del lamento di chi e’ sotto tortura che pervade questo mondo – non gia’ imperfetto ma proprio errato, sbagliato – solo questo, e’ sapere che per la mia golosita’ io mi prendo la briga di togliere la vita a una Creatura (alla volta) del tutto innocente e bellissima, e in fondo per pura vanita’ mi permetto di spegnere i loro occhi meravigliosi. Qualsiasi sguardo dove vedo la vita e non vedo la malvagita’ distruttiva sistematica è bellissimo e meraviglioso.

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Dunque, finalmente una motivazione seria, Christo! E’ cosi difficile trovare motivazioni serie per qualsiasi altra cosa che e’ “elementare Watson” capire come mai si puo’ fallire praticamente su qualsiasi linea e in qualsiasi proposito.

Finalmente una motivazione vera, realistica, e che mette in dubbio un mondo che sta implodendo miseramente in se stesso – questo fatto sara’ ormai evidente a chiunque – proprio a causa di una sfilza (quasi) infinita di motivazioni false, fasulle, insincere, artificiali, inattendibili, illusorie, farisaiche, equivoche, subdole, bigotte, immotivate, inimportanti, abberranti, capziose, mendaci, futili, abiette, e alla fine assurde quanto becere che questo di mondo ha inventato per autodistruggersi.

Tornando piu modestamente a noi e alla difficoltà nel tenere in piedi una qualsiasi linea di azione.

Fumare, mangiare, bere, il sesso, e con ogni altro possibile eccesso come ormai il Web, proprio Internet, come si fa a capire la tecnica per automotivarsi quando bisognerebbe dare uno stop? Infatti spesso c’e’ vera emergenza ma nessun senso attorno. E al limite “chissenefrega” se non si tiene la parola con se stessi… cui bono, cui malo? Boh!

Il fatto, ancora una volta, e’ che non esiste vera motivazione.

Col vegetarianesimo stretto (perche quello blando e’ una vera passeggiata, uno scherzo, solo un preliminare che meno dura e meglio e’) il discorso diventa molto differente. Non esiste manicaretto – la mia presunta “felicità” – a fronte la vera sofferenza e distruzione di ogni felicita’, il dolore raggelante di un altro, Anche se l’altro e’ soltanto l’ultimo degli ultimi, un Animale.

Quello diventa, LA motivazione incontrovertibile.

Perche’ sebbene l’altro sia – ed e’ – solo un ultimo, un Animale, devo poter immaginare cosa si prova a venir portati a morire, e cosa si sente durante la morte quando e’ indotta atrocemente. Punto.

(E, piccola nota altamente egoistica, io dovrei ingollarmi, assimilare in me tutto quel dolore, quel terrore, sempre che le emozioni di simile portata siano chimica tangibile e misurabile e non aria fritta?)

Non siamo piu nel paleolitico. Non siamo piu nel medioevo. Non siamo piu nel dopoguerra, ci sono davvero poche scuse. E sto parlando di adulti, non di bambini dove il vegetarianesimo blando, che comprende latte, latticini, formaggio, uova, puo’ andare benissimo per quanto riguarda proteine in quantita’ e la famigerata vitamina B12, sempre che ci sia a monte un minimo, basta davvero un minimo, di conoscenza su come procedere, e qui bisogna copiare un po’ i salutusti che in merito ne sanno piu’ di chiunque.

Tornando al Veganesimo, chi scrive puo’ ragionevolmente ritenersi un’ edonista, ha conosciuto e pratica molti aspetti dell auto-indulgenza, come essere pigri, disordinati e decisamente con poca volonta’ se si tratta di motivazioni imposte o solo convenzionali… etc.

Ma ha scoperto che la piu’ grande forma di edonismo, la vera autoindulgenza e’ la vita stessa, e il piacere piu grande e’ saperla risparmiare!

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Un tempo, anche molto recente, la situazione era in effetti diversa, il cambiamento e’ avvenuto con l’industrializzazione massificata a cominciare dalle disgraziatissime galline in batterie degli anni ’60, poi col tempo, negli ’80 sono cominciati i mega-allevamenti bovini sempre piu intensivi ed estensivi, con la distruzione continuativa e inarrestabile delle foreste pluviali tramite deforestazione col fuoco, questo per creare coltivazioni, coltivazioni bada bene, non pascoli, perche’ a volte quei poveri animali la luce del sole neanche la vedono mai, figurarsi pascolare e produrre l’elusiva vitamina B12, coltivazioni da foraggio – anche perche’ nutrirli furbescamente dei resti dei loro simili ha prodotto “la mucca pazza”… – coltivazioni estensive di dimensioni sempre più smisurate che ormai coprono 1/4 e oltre se non 1/3 delle terre emerse, perche’ ancora, il gelido pezzo di carne esposto in cellophane, non si auto-produce da solo lì, al supermercato.

E tutte le implicazioni? Bisognerebbe pensarci anche solo per un attimo.

Perche’ non viene in mente in automatico che la distruzione di un eco-sistema per deforestazione, per esempio raderere a zero col napalm una foresta pluviale “chissaddove”, significhera’ anche bruciare vivi tutti gli animali, gli esseri senzienti che in essa vivono.

Interi eco-sistemi – appunto! – che garantivano delicatissimi equilibri planetari, sono annichiliti definitivamente. Per non parlare di minoranze etniche e la loro sistematica sparizione, e’ troppo mostruoso.

E non succede nemmeno soltanto per la produzione massiva dello smisurato profitto della carne – che e’ comunque un retaggio discutibile quanto antico – il massimo della perversita’ distruttiva e’ di adesso, il colpo di grazia finale per il nostro meragiglioso Pianeta e’ l’olio di palma. Clicca immagine.

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Come in un incubo esponenziale, tutto un sistema e’ stato messo al servizio del non limite nel portare la devastazione e l’arbitrio, si e’ toccato l’orrore vero e proprio in tutti i sensi. In nome del dio profitto, naturalmente.

Solo che ora, a differenza che in passato, e’ diventato fin troppo evidente a chiunque.

E intanto continua in ascesa solo numerica l’eccidio di decine di miliardi di capi l’anno.

De-ci-ne di mi-liar-di di a-ni-ma-li che hanno una vita, sangue caldo e prezioso come il nostro che scorre nelle vene, e dei sentimenti seppure “elementari” come l’amore per la prole e il rispetto dei propri simili.

Fiumi di sangue e dolore sversati come immondizia, senza limite – senza fine?

Pero’ dopo pretendiamo anche (per noi) la “pace”e il benessere. Incredibile!

E non se ne parla mai, ogni volta che i nubifragi devastano non solo lontano ma anche molto da vicino, non se ne parla, non si riesce a vedere la semplice equazione… – eddai, e fatti un’altra bella bistecca allora, forza!

A questo punto non rimane che interrogare se stessi con un semplice: “Ma io, sì, proprio io, faccio parte del problema o della soluzione ?”

P.S.: Tutto questo discorso e’ ovviamente rivolto a chi desidera fare un passo avanti e cerca ispirazione, punto e virgola; per gli altri : – “hey dude, just forget it :-) ” ma ricorda che il tuo Pet sei tu.

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