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nostalgia?

Terrestri

Gatti x vivisezione

Adozione fa forse rima con “vivisezione”? Non dovrebbe. No? E invece pare di sì. “Offro Gatto in adozione”, può diventare con davvero troppa facilità “offro gatto per vivisezione”.

E all’insaputa totale, ingenua e inconsapevole di chi vorrebbe amorevolmente sistemare il micio in una nuova vita per lui ottimale. Non ci si pensa, si rimuove l’orrore per autodifesa inconscia, ma è lecito chiedersi: dove maledizione prendono quel milione (si, solo in Italia…) l’anno di Animali che finiscono nelle camere di tortura?

Un modo troppo facile sono certo gli annunci: “Regalo gatto”, “Gattina in adozione”, “Micia cerca casa”, “Cuccioli bellissimi”, etc. E’ capitato a chi scrive. Ho messo in adozione una splendida felina trovata abbandonata per strada prima di Natale. E l’ho consegnata dopo molto lavorìo a una famiglia speciale e degna di lei. Ma…

Ma questo è successo perché non l’ho consegnata al primo che pretendeva di venirla a prendere la mattina dopo, senza aggiungere altro, senza chiedere nulla. Come un pacco o certo molto peggio. Mi sono suonati atroci campanelli di allarme in testa. Paranoia?

Una decina di giorni dopo, per puro caso, l’angosciante conferma. Nella piccola colonia di gatti che sostengo come posso – premetto che loro, essendo nati o diventati veri randagi, amano troppo la loro modesta libertà, e sarebbe offensivo solo pensare di rinchiuderli in qualche appartamento – ma ho capito definitamente però che la più vecchia non supererà facilmente la prossima ondata di freddo, e allora, forte del mio primo totale successo, l’ho proposta in adozione.

E da perfetto racconto dell’orrore, il primo che ha risposto, con il suo tono seriale, laconico e raggelante, è stato proprio lo stesso aspirante “adottatore”… Meglio dire addetto alle vivisezioni?

MORALE: questi esseri orripilanti, diventati demoni mostruosi per
una qualche forma schifosa di profitto, sanno bene riconoscere gli ingenui e gli inconsapevoli. È evidente che dietro la vivisezione circolano interessi osceni quanto inauditi. Non è certo il costo o il valore degli infelici Animali, ma il profitto derivato da continua immissione sul mercato di nuovi prodotti coperti da brevetto e da diritti esclusivi. Ci deve essere quindi ferrea organizzazione a partire dalla monovalanza.

Non chiamano ovviamente mai i professionisti, vedi volontari organizzati in gruppi o gente per qualche ragione già smaliziata. Ma contattano subito la donnetta, la ragazzina, il bambino…

E non è il pazzo psicopatico isolato (certamente psicopatici lo sono ma anche molto avveduti, come belve da preda), sono invece più di una persona e agiscono in concerto. Appena uno di loro viene subodorato, intervengono gli altri con pretese stridenti ma allo stesso tempo molto facilmente verosimili.

SOLUZIONE: negli annunci bisogna semplicemente aggiungere: “Si richiede massima serietà e accettazione dei CONTROLLI PRE E POST-AFFIDO.” E i lupi sotto forma di agnelli capiscono che si devono allontanare.

Ma, dietro le porte sbarrate dei “laboratori”, rimane per sempre tutto il sangue versato in ogni momento dai poveri Animali immolati e la loro sofferenza incalcolabile.


[Per dare dei numeri: il giro di affari nell'utilizzo di Animali nella sperimentazione/vivisezione per circa 100 milioni di Animali ogni anno, si aggira attorno, e certo per difetto, a 5600 miliardi di € .   Dall'articolo pubblicato su Nature da Thomas Hartung, già  direttore del ECVAM, centro europeo per la convalida dei metodi alternativi. "Toxicology for the twenty-first century", Nature 460, 208-212 (9 July 2009) (doi:10.1038/460208a; Published online 8 July 2009)  

Se pensiamo ai 100 milioni, per difetto, di Animali sacrificati alla "ricerca" ogni anno globalmente, in Europa basta dividere per 10, e per la sola Italia dividiamo di nuovo per 10... e poi moltiplichiamo il tutto per cento anni almeno... è poco?]

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