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nostalgia?

Terrestri

Casa ASSASSINA

ogive

    Il gatto è proprio un animale abitudinario, un essere profondamente tradizionalista in tutto, anche nelle sue bizzarrie. Sedentario ad oltranza se si tratta di essere spostato contro la sua volontà e reazionario quando si trova…
    di fronte a cambiamenti e novità. Ad esempio, non accetta di buon grado di cambiare domicilio a seguito dei suoi umani. Non la prende mai troppo bene infatti, di ritrovarsi “altrove” da quello che è il suo gattaio particolare, cioè casa nostra. Per non parlare del “durante gli spostamenti”  veri e propri!
Essendo queste creature dei puri concentrati di energia, allo stesso modo sono dei fasci di nervi quando si trovano in situazioni che li distolgono forzatamente dalla normalità che è quella (per loro, beati…) meditativa. – “Se mi distrai dal mio stato theta o delta, ti faccio  vedere subito di cosa sono capace!! In questi momenti io odio il tuo di stato mentale, la tua agitazione, e penso che non capisci niente!” E noi poveri umani siamo quasi sempre affogati nelle misere frequenze beta…
Quindi di norma ci guardiamo bene dal distoglierlo da quello che è ormai il suo ambiente  naturale. Ci organizziamo in tutti i modi possibili per annoiarlo il minimo indispensabile in tal senso. E così il veterinario per esempio, diventa come minimo un doppio dramma. Invece in contro tendenza, penso che vadano abituati fin da piccolissimi a viaggiare e a cambiare ambienti. A noi (il mio gatto ed io) è capitato più per motivi di forza maggiore che per deliberata decisione, ma poi questa duttilità, nel tempo si è rivelata molto utile. Ed è di grande soddisfazione poter contare sulla sua intelligenza nel capire le situazioni, quando però questa intelligenza non viene meno se il nostro protetto perde la testa perché non è preparato.

Va detto che sono perfino dei viaggiatori  non scevri di una certa ironia… peccato che non amino affatto essere dei viaggiatori. Ma dove starebbe allora il problema nel non smuoverli? Cosa potrebbe mai rompere questo ideale idillio domestico?

magione

  • Ma sorpresa! Cito da manuale “Il termine “sindrome dell’edificio malato” (Sick Building Sindrome, SBS) descrive una serie di sintomi riportati dagli occupanti di un edificio associati alla permanenza nell’edificio stesso, presentando questo condizioni di cattiva qualità dell’aria indoor tali da poterlo definire “malato”. Si manifesta con sintomi aspecifici ma ripetitivi e non correlati ad un determinato agente, quali: irritazione degli occhi, delle vie aeree e della cute, tosse, senso di costrizione toracica, sensazioni olfattive sgradevoli, nausea, torpore, sonnolenza, cefalea, astenia. I malesseri, avvertibili solo ed esclusivamente durante la permanenza all’interno dell’edificio, possono essere associati a determinate stanze o settori, oppure generalizzati all’intera costruzione.”

Una brutta notizia davvero il saperlo, ma sembra proprio una realtà per molte nostre case e dipende da vari fattori soprattutto gli agenti chimici e del loro uso indiscriminato che se ne fa.

Primo indiziato sugli effetti nocivi per la salute era il famigerato radon, personalmente non me ne preoccupo più di tanto dato che è sempre esistito e – a meno che non si abiti in seminterrati – è certamente da temere molto meno ad esempio di vari tipi di contaminanti come i gas di scarico delle macchine, il mortale monossido di carbonio, vernici e pesticidi vari, sistemi di combustione e uso di combustibili inquinanti per il riscaldamento, impiegati largamente magari da vicini ignoranti o peggio ancora in completa malafede, benzene… fattori molto disturbanti e che non ci permettono di aerare come vorremmo i nostri interni, e quindi di conseguenza ci costringono come in una scatola chiusa, a risentire maggiormente delle problematiche inerenti l’interno. Formaldeide in primis, contenuta nel compensato e truciolato della maggior parte dell’arredamento, vernici, adesivi, carta da parati, moquettes, naftalina, esalazioni acide di detersivi a base di perborati solfati e fosfati dei prodotti ‘igienizzanti, facendo finta di dimenticare le radiazioni elettromagnetiche. Un bel quadretto, che dire… Bene comunque è prenderne nota e consapevolezza.

Ora, se si permane in maniera ragionevole in queste nostre case a rischio, cioè con la libertà di andare e venire a piacere, non si possono valutare del tutto gli effetti nocivi, ma per quel che riguarda lui che ne è praticamente prigioniero – e mi riferisco ai molti gatti di appartamento senza vita outdoor – non possiamo ragionevolmente pensare che alle lunghe non risenta di qualche strano inspiegabile sintomo.

E poi, per fortuna non molti, ma esistono gatti, a causa di appartamenti orientati per loro assai male, cioè a nord, che non vedono mai il sole. Questa è da considerarsi una evenienza assai inauspicabile. Tramite la tecnologia raffinatissima che sono i suoi peli, vere e proprie piccole antenne ad uno ad uno, sembra che stando al sole, il gatto possa catturare – per semplificazione diciamo… -  la luce. Un po’ come noi con la vitamina D derivante dall’effetto del sole sull’epidermide, per la corretta sintesi del calcio.

Ecco perché sostengo che ogni tanto “apprezzerà” essere portato in quella che si chiama una vacanza. Certamente sarà un breack di benessere. Ecco perché possibilmente vale la pena di abituarlo fin da piccolissimo a viaggiare. E’ solo questione di abitudine in fondo, e i gatti non sono forse gli esseri più abitudinari di questo mondo?

  • A proposito di incredibili viaggi felini, la leggenda vuole che i cosacchi portassero i loro splendidi “Russian Blue” sulla spalla… ma a cavallo e andando in battaglia!

e non sono un Blu!



1 comment to CASA ASSASSINA

  • Ciao Daniela :) scusami se ho avuto solo ora il tempo di risponderti, ma ero alle prese con tante cose, tra cui Fuffezio che ha qualche parassita mi sa.. Comunque ti ho aggiunto ai blogroll, anche se non so perché c’è un errore di formattazione, vedo di risolverlo appena posso.

    Complimenti ancora per il blog, e grazie per il tuo apprezzamento. A presto!

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