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nostalgia?

Terrestri

gattini jihadisti crescono


Maometto ancor prima che di Aisha, la quarta consorte, la bellissima moglie bambina, era (stato) innammorato di Muezza, la sua imperiosa gatta – non è chiaro se fosse una gatta nera – che gli faceva da assistente taumaturga.

La leggenda vuole che il trasporto amoroso fra i due fosse tale che il Profeta, convocato urgentemente per un consiglio mentre riposava nel languore della canicola assieme alla sua micia, per non risvegliarla preferì tagliare via una preziosa manica dalla preziosissima jillebba che indossava.

Questo il mito, ma nessuno ha approfindito il perché di quello che sembra solo una eccentrica preferenza personale.
Dato il backround supermachista in cui si inseriva, non bisognerebbe di certo vederlo come un capriccio o una debolezza, piuttosto come un simbolo occulto. E soprattutto osservando come le implicazioni che da quel contesto ben poco fru-fru si sono sviluppate nei secoli, non lasciare spazio a considerare la cosa come sciocchezzuola femminea o infantile.

venus o muezza

E allora perché tutto questo amore per i gatti (ora per i gattini)?
Nessuno se l’è mai chiesto con la dovuta serietà!
Il modesto avviso di chi scrive è che la venerazione nei confronti dei minuscoli felini, quelli che il Re Salomone chiamava i piccoli leoni delle sabbie, derivasse, fosse anzi l’unica vestigia a sopravvivere, da culti matriarcali preesistenti e molto antichi. Perché se Maometto ha “inventato” l’Islam, ovviamente prima di lui, a livello di credenze religiose e esoterche profonde ci doveva essere stato qualcosa d’altro.

Il culto di Al-Lat, “la Dea” pacifista che non tollerava sacrifici di sangue, per esempio, il cui animale sacro era un leone e il simbolo una grande pietra bianca squadrata di granito.

Al-Lat Dea Pacifista

Il culto di stampo opposto, talmente diametralmente opposto da generare e far deflagrare il suo contrario esatto con la maggiore vehemenza possibile.
Per secoli, fino alla distruzione del superstite “Leone” a Palmira.

Leone di Allat

E se non ne sappiamo molto se non superficialmente, alla Erodoto, sarà forse perché era stato un culto matriarcale che basava da tempo immemorabile la propria vera forza sulle iniziazioni, la segretezza quasi assoluta e il silenzio.

Il silenzio e il vuoto assordanti di quei deserti remoti quanto incandescenti da dove è partito l’Islam. (I deserti dove Maometto passò l’infanzia assieme ai nomadi beduini).

Altrimenti diventa arduo spiegare da dove veniva – verrebbe – tutto questo amore esclusivo per i gatti da parte dell’Islam più estremo.

gattino jihadista

Chiarito un minimo il primo punto, l’attualità dei “gattini jihadisti” ci mostra che sono tutti minuscoli, nati da poco fra macerie, bombe, urIa, pianti strazianti e il terrore della distruzione, i protagonisti felini delle foto mandate in rete dall’Isis ora Isil. E siccome Il Gatto, per qualche incomprensibile schizofrenia d’accatto è da sempre il re della rete, usarli a fini pubblicitari sembra proprio una avveduta quanto scaltra operazione di marketing. Reclutamento globale. Anche in Italia.

I ragazzi (e le ragazze, per sostenere – orizzontalmente – le truppe) reclutati tramite Web in Occidente sono tutti fra i 18 e i 25, in piena adolescenza, ormai che si muore come niente a 90. Dei ragazzini che lasciata la play-station, vanno a “giocare alla guerra” direttamente sul campo. Un trend dunque, qualcosa come una nuova moda ma non altrettanto vacua e virtuale. È passare dall’ottundimento da tablet, ipad o smartphone all’inferno vero e tangibile, quello in totale diretta assoluta.

Sono soltanto ragazzi. E ovviamente, come tutti i ragazzi cresciuti in Occidente, sono viziati. Diciamo che con l’adrenalina a mille per ora… si divertono. Finchè dura. I nostri sociologi dovrebbero porsi qualche domandina in merito.

strategie di cmncz

Cresciuti male, perloppiù nelle periferie (ma anche università) delle capitali opulente occidentali, seconde o terze generazioni mai integrate nei falsi valori e pochi o nessun ideale dei paesi di immigrazione. Hanno conosciuto – e praticato, come tutti d’altronde – molto gretto pragmatismo, superficialità, cinismo e ipocrisia. Quindi tanta rabbia, e odio.

E sono pronti – affermano – a riportare lo stato (o l’impero?) islamico come era  al suo massimo dominio storico e poi oltre, a livello globale. Comprendendo in un primo tempo anche Spagna, Austria e Grecia, senza dimenticare la Sicilia che per secoli ha – subìto o goduto? – la dominazione del Levante. Ma quelli erano altri tempi, splendidamente declinanti, vi fioriva la cultura in tutte le sue forme, una scienza matematica sublime e la tolleranza reciproca fra razze e religioni.
E ora i cosiddetti “Saggi dell’Islam”, gli Ulama, sono i primi a dissociarsi e condannare il fondamentalismo perché non si attiene agli insegnamenti del Corano se non per distorcerli.

Ai nostri giorni infatti, gli oscuri leader psicopatici dell Islam radicale, Isis poi Isil, che manipolano e guidano un sinistro esercito di ragazzini ingenui frustrati quanto viziati, resi ciechi alle vite dove erano cresciuti, vogliono abolire, cancellare sradicando ogni vera spiritualità ( che per loro è il Sufismo…).  e l’arte e cultura in toto, imporre il burka alle donne (e il divieto di portare pantaloni agli uomini) nonché infliggere l’orrore senza termine dell’infibulazione  ai soggetti di sesso femminile dai 9 ai 59, anno più anno meno. E la lapidazione alle adultere. E intanto procedono col terrore senza conoscere pietà. Letteralmente e senza metafore.

guerra santa gatti

E poi mostrano i gattini, e quanto sono umani la sera quando tornano “a casa”! – Eh no, cari jihadisti, solo l’1% di umanità è un po’ troppo poco! Ma non vale soltanto per loro, quanti “civili” spupazzano senza ragione gatti e gattini alla rinfusa, e si sentono per questa futile pratica cosi tanto umani? Avanti di questo passo avranno meno tempo per farlo.

La verità è che, pur coscienti delle responsabilità dell’Occidente in questa nuova, allucinante – sarà il caso di dire “storia”, e alla lettera? – viene voglia di abbracciare forte il proprio, anche se nero, annoso gattone sovrappeso, e piangere.

2 comments to gatti jihadisti crescono

  • zil

    Sapete che la passione allunga la vita? L’ultimo numero di Focus spiega che se il cervello si infiamma, ci regala un’ora di gioia in più al giorno, e ci allunga la vita. Le passioni possono essere il propulsore di una vita più lunga e felice…

  • admin

    Ma tu lo sai che l’umanità di fatto si divide in due? Praticamente introversi – una minoranza – e estroversi?

    E comunque le differenze di tutti i gradi di introversione con gli eterodossi, gli estroversi, sarebbero inaspettatamente grandi.Intanto un diverso cablaggio del cervello, perché i neuro-transmettitori seguirebbero diversi percorsi del sistema nervoso, dal momento che gli introversi sarebbero ipersensibili alla dopamina, da qui il bisogno di chiudersi,  isolarsi,  riprendersi, mentre gli estroversi non riuscendo  mai ad avere in ciercolo dopamina a sufficienza, avrebbero la necessità di produrre adrenalina affinché la stessa venga riconvertita in dopamina! Nell’estroverso, poi, l’Area di Broca, vedi della contemplazione, l’intelligenza più astratta, viene perloppiù baipassata,Se queste – teorie forse azzardate – fossero verosimili, le ramificazioni sarebbero impressionanti quanto innumerevoli, altro che Lombrso; peccato che agli estroversi le implicazioni e i nessi in genere interessino ben poco.

    Un problema di mancanza di dopamina soltanto, una deficienza. Chi è più evoluto ha bisogno “di poco” per provare passioni profonde e vivere più a lungo – meno superficialmente…

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