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Terrestri

Gelosia e cat-killers

Qualcuno ha affermato, molto ingenuamente a dire il vero, perché mancava di spirito di osservazione e probabilmente confondeva rassegnazione con serenità, che i gatti non provano gelosia perché sarebbe un sentimento squisitamente umano.

Invece i gatti provano – eccome! – la gelosia fra di loro e non solo, perché si tratta di un sentimento fondamentalmente animale e mammifero dettato da paura.

E per questa gelosia si possono ammalare gravemente, la classica caduta a picco del sistema immunitario su base psicosomatica. Una per tutte, la cistite psicosomatica e riconosciuta come tale, che poi è molto ardua da debellare e provoca conseguenze anche serie.

I gatti sono animali solitari e mal sopportano intrusioni a sorpresa. Più la situazione è subita passivamente più il pericolo di malattia aumenta. Ciò detto, questo non toglie che siano, a volte, splendidamente socievoli – solo per scelta, preferibilmente in campo neutro – e persino compassionevoli dei loro simili (e pure verso altre specie, compresi noi) perché hanno vivo il senso della giustizia e sanno prendere posizione anche in maniera sorprendente. Ma non sono e non saranno mai animali di branco come lo sono i cani, ad esempio.

Questo non può che comportare delle implicazioni. In una colonia felina intanto, non essendo in nessun modo un branco, il principio di supremazia e le scale sociali sono sempre molto flessibili. Una colonia poi, è data da necessità mai da scelta. A differenza che nei branchi, (oh meraviglia dell’evoluzione…) qui tende a vigere il matriarcato, infatti sono le femmine ad avere il comportamento imperioso e dominante (e anche certi caratterini… ma con grazia).


E il gatto di casa, pure se da solo sembra annoiarsi, vuole continuare a restare solo. È una proiezione mentale umana (siamo ancora animali da branco…) credere di farlo felice portando nel suo amato territorio un qualche giovane intruso. Non gradirà, soffrirà (di gelosia) molto a lungo, e probabilmente si ammalerà. Ripeto, il dover stare in branco non è un suo problema ma ancora il nostro.

Per fortuna non provano invece invidia o odio, (da non confondere con eccessi passeggeri di rabbia – reattiva al massimo, o leggittimo risentimento se maltrattati) infatti odio e invidia sono vizi esclusivamente umani o meglio subumani, preumani. Mentre la gelosia per noi rimane solo una debolezza, una forma di malattia prima o poi guaribile. Molto triste provarla comunque.. è da animaletti impauriti. Una regressione. Un peccato.

L’odio e l’invidia, al contrario, che sono a base fredda e “razionale” in quanto sistematico-metodici, cioè la gratificazione consapevole e controllata in una perversità grave quanto gratuita, senza motivazione reale, una sinistra forma di oscura masturbazione mentale, sono per davvero dei vizi “bestiali” dal momento che vengono usati strumenti cognitivi “superiori” per fini di livello infimo e abietto. Scientificamente parlando si tratta come minimo di sociopatia. Non esiste una cura (ad oggi).

Perché allora un Animale (specialmente se mammifero) non può esibire in nessun modo tratti sociopatici (odio, invidia…)? Perché la sua di violenza – eventualmente – è diretta, fulminea quanto eccessiva, evidente, e soprattutto è motivata dalle circostanze quindi soltanto estemporanea e mai premeditata. Mentre la vera natura basilare di ogni animale rimane la mitezza. Una mitezza tremenda perché commuove, è spiazzante, che molti cosiddetti umani non capirebbero mai e che mai, per quanto li riguarda, conosceranno. La dignità semplice. E la vera bellezza perché unita all’innocenza.

Al contrario non è dato sapere quale possa essere l’oscura natura di base di un sociopatico in quanto ha con tutta evidenza perso ogni contatto con la natura stessa della Realtà. Purtroppo è una condizione molto comune. Mondanamente sollecitata e anche ipocritamente premiata purché tenuta nascosta, da esercitare comodamente dietro al “politically correct” e all’illusione (oh ironia…) della socialità/social magari, così non va ad intaccare la superficie (superficialità) dello status-quo.

Detto in parole povere, c’è una bella differenza fra essere sfortunatamente artigliati o morsi da un gatto e l’odio e l’invidia umane. La differenza che c’è fra farsi male (cercandosela?) e °IL° male.

Ci sono quindi molte evidenti differenze fra noi e loro – ad ogni modo, sì, la gelosia ci accomuna – ed è chiaro che le diversità non sono sempre a favore degli “umani”. Intanto per cominciare, bisognerebbe dimostrare (a se stessi) di esserlo. Umani.

Ecco il caso di una perfetta psicopatica, ma che non è riuscita a controllarsi e a farla franca, fra l’altro veterinaria, disgraziatamente! (Pensa gli ex clienti come devono essere contenti…) Con sulla faccia da schiaffi l’atteggiamento mentecatto e criminale di chi si è divertito a trapassare la testa col tiro all’arco (!) a un povero gatto che aveva osato entrare nella sua maledetta proprità, con la scusa che sembrava un randagio. (?) Un bellissimo, ben tenuto, gatto di casa invece, ancora giovane e ingenuo purtoppo. Che diventa un trofeo da mettere sui “social”…

Dice l’articolo (suggerisce? ;) ) che le hanno augurato persino la morte. Perché no!?

Per chi volesse firmare la petizione per farla radiare:

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